Sono nato a Salerno l'11 febbraio del 1960 da Domenico e Rita Bove, entrambi insegnanti (Elementari lei, Liceo lui); un'infanzia serena, un'adolescenza curiosa, una gioventù impegnata. A segnalare una ricerca non sempre facile, il passaggio dal Liceo Classico "T. Tasso", dove a detta dei miei docenti avevo maturato grandi competenze in Latino e Greco, alla Facoltà di Scienze UNISA, Corso di Laurea in Fisica, con Laurea conseguita con una Tesi Sperimentale su Alcuni aspetti di "Zero Field Singularities" in giunzioni Josephson estese.

Nel frattempo, gruppo parrocchiale di A.C., calcio, primi rudimenti di Basic e poi Dos, tennis, chitarra classica, basket, Schola cantorum domenicale, beachvolley, Caritas diocesana Sezione Anziani; molti interessi, pochi eccessi, un amore corrisposto!

Tuttavia, a conferma della mia propensione a svolte improvvise, nei miei percorsi di vita, alla veneranda età di 24 anni, due settimane dopo aver discusso la mia tesi, eccomi entrare nel Pontificio Seminario Interregionale di Napoli, sezione San Luigi, per riprendere, senza soluzione di continuità, "i libri in mano". Cinque anni di ulteriore formazione e alla fine, il 24 marzo del 1990, per l'imposizione delle mani del compianto Arcivescovo Mons. Guerino Grimaldi, sono stato ordinato presbitero dell'Archidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno.

Ho servito per 31 anni, nonostante i miei limiti e le mie fragilità, il Signore e la Chiesa come viceparroco prima e poi parroco, come docente e poi Dirigente delle scuole cattoliche diocesane, come Consulente e poi Direttore del Consultorio Familiare diocesano, come Delegato del Vescovo per l'Ordo Virginum diocesano e come Padre spirituale dei Candidati al Diaconato permanente e dei seminaristi.

Poi è arrivato il 2021, annus horribilis, che mi ha portato via tutto, innescando una profonda e terribile crisi interiore, che ha evidenziato fragilità ed inconsistenze che, pur presenti, erano state mascherate e nascoste dal mio fortissimo senso del dovere e della fedeltà all'impegno preso. Nonostante i tentativi molteplici, non sono riuscito a trovare nessuna scintilla interiore che mi permettesse di ripartire e, piuttosto che proseguire come un mestierante o peggio ancora un commediante, ho deciso, ancora una volta, di cambiare strada, chiedendo la Dismissione dallo stato clericale.

Ho iniziato a percorrere questo nuovo e probabilmente ultimo pezzo del mio pellegrinaggio terreno, senza conoscerne le caratteristiche e le possibili evoluzioni, sempre diretto verso il Regno dei cieli, confidando nella misericordia del Signore, nel quale continuo a credere fermamente, e nella compassione della Chiesa che mi è stata e resta madre e maestra.